GEAPRESS – Per l’ENPA di Catania già nelle scorse edizioni era avvenuto di tutto. Animali ammassati l’uno sull’altro a contatto con gli escrementi e senza acqua da bere. Ovini, suini, polli ed equini già nelle ore notturne e sotto la pioggia, pigiati lungo la strada che costeggia la Piazza Immacolata, nel Comune di San Gregorio di Catania. Questo nell’edizione 2011 della “fera o luni” che ogni anno si svolge durante il lunedì di Pasqua.

Condizioni orrende di detenzione, ivi compresi pulcini acquistati per un euro e rinchiusi dal venditore all’interno di sacchetti di plastica. Secondo quanto riportato dalla sede catanese dell’ENPA la lettera di denuncia inviata preventivamente a Carabinieri, Polizia Municipale, Sindaco e ASL ha avuto solo un parziale riscontro nelle risposta dell’ASP 3 di Catania.

Gli Uffici Veterinari si sarebbero, infatti, espressi solo per gli aspetti espositivi e limitatamente alla detenzione di bovini, caprini ed equini. Animali registrati nelle autorizzazioni del Comune di San Gregorio di Catania. In tal maniera l’allevatore sarebbe stato rintracciabile nel caso di problematiche sanitarie.

Niente vendita, dunque, così come esposizione sconsigliata per altre specie animali.

Ed invece la vendita c’è stata, così come in più casi gli animali erano ammassati. Questo nonostante le Guardie Zoofile dell’ENPA siano riuscite ad allontanare alcuni espositori non autorizzati. La fiera, stante quanto riferito dall’ENPA di Catania, è stata controllata fin dal mattino dall’ASP Veterinaria e dal Corpo Forestale della Regione siciliana.

Alle prime ore del mattino – ha riferito a GeaPress Cataldo Paradiso, Responsabile delle Guardie Zoofile dell’ENPA di Catania – abbiamo anche noi controllato i venditori, facendo allontanare chi non autorizzato. Il Comune, però, aveva concesso l’autorizzazione anche al venditore di volatili e questo spiega il motivo per il quale è rimasto tutta la giornata. L’assenza dell’acqua nei box di bovini ed altri animali è stata notata – ha aggiunto Paradiso – e si è fatto provvedere“.

Galline, tacchini, faraone, pavoni, tutti a portata di mano, ivi comprese quelle dei bambini. “Per un euro – riferisce a GeaPress Salvo Iraci, uno dei cittadini di San Gregorio che ha contatto la nostra Redazione e autore delle foto in gallery – era possibile portare a casa pulcini di pochi giorni. Venivano passati di mano in mano e basta guardare il fondo degli scatoli di cartone ove erano ammassati per accorgersi della sporcizia. Poi quei poveri animali – continua Iraci – senza acqua. Almeno fino al primo pomeriggio“.

Uno dei venditori, alle rimostranze delle persone, avrebbe altresì riferito che l’approvvigionamento dell’acqua spettava al Comune, tanto che il servizio sarebbe stato compreso nella tassa pagata. Poi le due galline (vedi video) velocemente prelevate per le ali e rinchiuse nel cartone senza alcun foro per l’aria.

E’ stato uno spettacolo assurdo – continua Iraci – il tutto poi in piena zona abitata. Ho visto le Guardie dell’ENPA ma ho sentito che i venditori fatti allontanare, in almeno un caso, erano in attesa dell’autorizzazione del Comune, tant’è che poi hanno esposto. Possibile – si chiede il cittadino di San Gregorio – che non ci siano leggi in materia? Molti animali erano esposti in maniera tale da rendere possibile il contatto con l’uomo. Nel caso dei volatili, poi, era tutto ancora più palese“.

Le piccole gabbie ove erano ammassate le galline, le faraone ma anche altri animali come i conigli, erano a diretto contatto con il pubblico. Gli stessi bambini venivano invitati a scegliere i pulcini, sia di galline che di oche. Poi quelle galline ovaiole, tutte con il becco spezzato. Facile immaginare che trattavasi di animali provenienti da allevamento intensivo, ormai fuori produzione e riciclate, in alternativa alla distruzione, in una fiera di paese. La rottura del becco, infatti, è uno dei tipici interventi che servono a prevenire i ferimenti tra gli animali stressati dalle piccole gabbie dell’allevamento. Simile spiegazione anche per i pulcini. Con tutta probabilità doveva trattarsi di maschi di galline ovaiole. Non servono per la carne ed i pulcini vengono avviati alla soppressione.

Il tutto esposto alla vendita in pubblica via ed esentasse.

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