GEAPRESS – Di mezzo ci sono ancora le cosiddette “gabbie arricchite”. Secondo gli animalisti un eufemismo per camuffare la sofferenza delle gabbie da allevamenti intensivo. Di fatto alla gabbietta metallica, se ne contrappone un’altra con una sorta di micro zerbino in gomma che dovrebbe servire per razzolare. Poi lo spazio ove rifugiarsi. Un angolino separato da fettuccine in plastica. Spazi nel complesso lievemente più grandi ma senza nulla togliere al caos e al sovraffollamento di un allevamenti intensivo. In Italia le “nuove” gabbie sono state salutate come un successo animalista, in realtà finanche disattese dalle lobby industriali che avrebbero dovute adottare gli spazi “arricchiti” a partire dal primo gennaio.

In California, invece, dovranno scomparire e al primo annuncio di una proposta di legge che parla di “gabbie arricchite”, le Associazioni, in blocco, si sono opposte. La proposta salva gabbia è del Senatore Feinstein. Non si tratta dell’unico Stato americano. Anche il Michigan ha legiferato in tal senso, sebbene, in entrambi gli Stati, il divieto verrà introdotto in maniera graduale. In California il bando è previsto per il 2015.

Sulla questione è nato un vero e proprio movimento di opinione supportato anche da settori economici. Ora la proposta di Feinstein che allo stato attuale ha visto solo piovergli sopra gli epiteti delle Associazioni animaliste. Il tutto in un periodo di crisi, almeno sotto il profilo dell’immagine, della lobby degli allevatori. In California, infatti, è in atto una feroce polemica sul presunto accordo che sarebbe stato raggiunto sul mantenimento di un prezzo concordato delle uova. Fuori mercato, insomma. Questo quando un noto esponente dello stesso settore avicolo ha appoggiato la proposta di liberare le galline dalle gabbie (scelta alla quale hanno aderito catene di supermercati ed altri settori della distribuzione e ristorazione) sostenendone la convenienza economica.

Negli USA, anche lo Stato di Washington si appresta a votare una legge salva galline. In Australia, vi è stata invece la recente presa di posizione della Tasmania che si è espressa non solo per l’abolizione delle gabbie per le galline ma anche delle gabbie da destinare alle scrofe (vedi articolo GeaPress). Per quest’ultimo aspetto, ritornando agli affari di casa nostra, potrebbe essere pronta la prima deroga al divieto che dovrebbe scattare a partire dal primo gennaio 2013 (vedi articolo GeaPress).

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