GEAPRESS – Il divieto dovrebbe scattare a partire dal primo luglio. Il bando dei pasticci di fegato grasso (ovvero steatosico) di oca, risale però al 2004. Nel frattempo i produttori si sarebbero dovuti adeguare ma anche a distanza di otto anni, la scadenza della prossima estate sta suscitando polemiche ed … ingozzamenti. Alcuni ristoranti californiani stanno infatti proponendo menù a base di fegato grasso d’oca come sorta di addio finale. Conviviali a porte chiuse e cene riservate a base di fegato d’oca, per il modico prezzo di 185 dollari a persona.

Stante i ben informati una cena molto particolare sarebbe avvenuta per iniziativa dell’associazione dei ristoratori Golden Gate. In base alle indiscrezioni circolate, si sarebbe parlato proprio di come ribaltare la legge sul divieto di vendita del fegato d’oca. Esiste fin dall’antico Egitto, avrebbero ricordato noti chef che hanno però omesso di precisare come le povere oche dei faraoni venivano chiodate per le ali ad un muro e costrette ad ingollarsi di cibo fino alla produzione del fegato steatosico.

Quando capita all’uomo (… il fegato steatosico) si ricorre al medico. Indotto alle oche, invece, viene divorato. Al giorno d’oggi le oche non vengono più chiodate ma il procedimento è sostanzialmente lo stesso. Un tubo in gomma, infilato in profondità nella gola del povero animale, introduce mais salato. Questo più volte al giorno finché il fegato non ha raggiunto dimensioni abnormi e l’animale è pronto per essere macellato. La massa epatica, di colore paglierino, viene poi preparata cucinandola in forno su una casseruola poggiata in acqua. Le alte temperature e l’umidità del vapore, disporranno il corpo grasso nella forma utilizzata.

C’è chi giura che il divieto californiano verrà aggirato con le forniture dalla vicina Las Vegas, dallo Stato del Nevada, come in Arizona e Washington, quest’ultimo a nord della California. Poi, però, i ristoratori hanno riferito di non spargere troppo la voce. Hanno timore della ripresa dei picchetti animalisti.

Cosa succede in Europa? In molti paesi europei, come ad esempio in Italia, è vietata la pratica dell’ingozzamento. Questo a seguito di un provvedimento europeo valido però solo per quei paesi dove la pratica non è di uso comune. Non a caso, infatti, molti di quelli ove vige il divieto, non hanno mai avuto allevamenti oppure questi ultimi erano marginali.

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