macellazione
GEAPRESS – Intervento, nella giornata di ieri, del NIPAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) del Corpo Forestale dello Stato, Comando Provinciale di Brescia.

A seguito di un’intensa attività investigativa si sarebbe evinto come in un macello intensivo della provincia, nelle prime fasi della macellazione, i bovini venivano sottoposti a sevizie mediante pungolamento con forche e, se non in grado di deambulare autonomamente ovvero già morti, mediante l’ausilio di mezzi meccanici. Sempre secondo il Corpo Forestale dello Stato, la carne proveniente dalle macellazioni non avrebbe presentato le dovute caratteristiche igienico-sanitarie per la sua commercializzazione.

La vicenda ha visto protagonisti donne e uomini del Corpo forestale del Comando provinciale di Brescia i quali, grazie all’ausilio di sofisticate tecnologie, hanno potuto rivelato in sede di indagine quelle che vengono ora descritte come “notevoli situazioni di illegalità che si svolgevano all’interno del macello a danno degli innumerevoli bovini che vi venivano portati”.

In particolare, già a maggio scorso, l’Autorità Giudiziaria aveva emesso un provvedimento di perquisizione e sequestro. Alle operazioni avevano partecipato, oltre alla Forestale, anche Veterinari ASL per la verifica delle situazioni di benessere animale e delle corrette procedure di macellazione, personale dell’ARPA di Brescia per quanto concerne la presenza di scarichi a quanto sembra non autorizzati su un adiacente corso d’acqua e la Polizia Locale per quanto riguarda l’installazione all’esterno del perimetro aziendale di un impianto di video-sorveglianza non autorizzato.

A seguito di tale attività erano stato disposto il sequestro delle partite di carne presenti in azienda oltre alla relativa documentazione. Questo perchè sarebbe emerso che alle condizioni di benessere animale, sottolienate come “pessime”, si aggiungevano le conseguenti scarse condizioni igieniche che avrebbero inficiato la qualità delle carni commercializzate.

Al fine di valutare la qualità della carne posta in commercio, il Pubblico Ministero titolare delle indagini, dr. Cassiani, aveva inoltre disposto il prelievo di aliquote di carne, a cui la Forestale aveva dato esecuzione avvalendosi dell’ausilio di personale veterinario della A.S.L. di Brescia e dei laboratori degli Istituti Zooprofilattici di Portici (Na) e di Torino. Dai risultati delle analisi è emerso che le carni sarebbero state caratterizzate da una elevata carica batterica, in qualche caso anche di salmonella.

Il quadro complessivo ha ora portato all’emissione del decreto di sequestro preventivo dell’azienda di macellazione, comprensivo di tutti i beni connessi con l’attività, eseguito dalla Forestale nella giornata di ieri, nonché all’emissione di avvisi di garanzia a carico del titolare dell’Azienda e di altri dipendenti della accusati di adulterazione e commercio di sostanze alimentari e nocive, frode nell’esercizio del commercio, maltrattamento di animali, attività di gestione di rifiuti non autorizzata nonché a carico di alcuni medici del Servizio Veterinario A.S.L. per concorso nel reato di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari e per falso ideologico in atto pubblico.

 

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