cani gabbia
GEAPRESS – Intervento ieri mattina alle ore 8,30 degli Agenti del Corpo Forestale dello Stato di Zavattarello (PV) sotto il Comando dell’Ispettore Capo Arturo Gigliotti a seguito di varie segnalazioni  che denunciavano presunti maltrattamenti ad animali e condizioni igienico-sanitarie precarie. Il sopralluogo è avvenuto presso la proprietà di un agricoltore di Borgoratto Mormorolo. Nei luoghi  animali da reddito e cani da caccia.

Gli Agenti del Corpo Forestale coadiuvati dal servizio sanitario locale-Dipartimento Veterinario di Voghera si sono così rivolti alle condizioni di detenzione  degli animali, sia  bovini da carne chei cani. Questi non venivano maltrattati ma comunque tenuti in condizioni che apparirebbero non consone.

L’agricoltore, spiega il Corpo Forestale dello Stato, è da anni sotto il controllo del Corpo Forestale, Carabinieri e ASL servizio veterinario. A suo carico, riferisce sempre la Forestale, risultano più sanzioni  e denunce penali per maltrattamento animali. i procedimenti, però, sono ancora aperti.

Stante le prime rilevanze investigative l’agricoltore risulterebbe proprietatio di dodici  cani. Alcuni, al momento del sopralluogo, si trovavano legati con catene, mentre le cucce sarebbero apparse  malandate e senza pavimentazioni tanto da fare presupporre la violazione della specifica disposizione regionale.

I controlli non sono ancora conclusi, dal momento in cui alcuni cani risulterebbero privi di microchip e documentazione di provenienza.

Per quanto riguarda i bovini, sarebbero apparsi detenuti in stalle vecchie, buie e con poco spazi. Per questo  11 dei 47 bovini, sono stati affidati ad un allevatore di altro  centro abitato  al fine di fornire agli animali più spazio. Altri ancora, comunica sempre la Forestale, verranno spostati, dopo i controlli, per una vita dignitosa. Oggetto delle verifiche anche  la documentazione (passaporti,Registri,Mod.4) al fine di stabilire la loro provenienza.

Sanzione anche per l’amianto presente nelle stalle. Mancherebbe, infatti, la denuncia sulla presenza dello stesso. Segnalata anche  la situazione di una stalla rilevata come non provvista di concimaia tanto da trasformarsi durante le piogge in quella che gli inquirenti definiscono “ un’unica latrina in un’aia  di terra e melma”. Un fatto, quest’ultimo, che avrebbe causato le proteste dei residenti.

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