peta angora
GEAPRESS – Stop alla lana ricavata dal coniglio d’angora. Lo ha annunciato poche ore addietro la Benetton Group. L’azienda italiana ha voluto sottolineare come i suoi capi sono realizzati con il massimo rispetto per la natura, persone ed animali. Per la lana d’angora in particolare, la Benetton precisa che le sue linee guida prevedono l’utilizzo di quelli che vengono definiti “materiali di provenienza etica”.

Un successo per le campagne animaliste che avevano già svelato, grazie ai filmati girati con telecamere nascoste, i metodi cruenti con i quali i poveri conigli venivano privati del loro pelo. In particolare PETA riferisce del successo delle investigazioni condotte in Cina che da sola produce il 90% della lana d’angora al mondo. Per  PETA la decisione di Benetton diminuirà ulteriormente il mercato della lana d’angora, limitando ancora di più la produzione degli allevamenti e pertanto la loro stessa sussistenza.

Nel suo comunicato Benetton Group informa come il benessere degli animali rientra negli impegni intrapresi dall’azienda e per questo “abbiamo già fermato l’uso di angora nella nostra produzione“.

Una volta venduto quanto già prodotto, nessun capo con lana d’angora sarà più disponibile nei negozi Benetton. Una decisione, sottolinea PETA, non da poco, visto che l’azienda italiana conta ben 6000 punti vendita sparsi nel mondo.

Siamo lieti che Benetton ha aderito alla lunga lista di aziende senza angora – riporta la nota di PETA – rispondendo così alla domanda dei consumatori e facendo una cosa giusta in favore degli animali. Fortunatamente per gli appassionati di moda etica – ha concluso PETA – i tessuti senza crudeltà sugli animali, sono facilmente disponibili”.

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