GEAPRESS – La scena che si sono trovati davanti i Forestali era a dir poco raccapricciante. Un cavallo legato per una zampa ad un camion: per metà già spellato, con la testa quasi totalmente recisa, tutt’intorno un mare di sangue.
L’improvvisata macellazione si svolgeva nel bel mezzo di un piazzale adibito alla sosta dei mezzi dell’azienda agricola, tra cui camion per il trasporto degli animali e camion frigorifero.

I Forestali dei Comandi Stazione di Subbiano, Stia e Castel S. Niccolò sono intervenuti nottetempo dopo aver ricevuto una segnalazione. La tempestività dell’intervento ha permesso di cogliere in flagrante un imprenditore casentinese di 45 anni mentre macellava, come riferito  dagli stessi Forestali “in modo a dir poco barbaro”, un giovane cavallo.

L’azienda agricola sita in Castel S. Niccolò (AR), era autorizzata alla macellazione di ovini e caprini.

L’animale, un giovane maschio di colore grigio scuro era stato stordito con l’apposita pistola dotata di punteruolo metallico e poi era stato sgozzato. Quindi l’uomo, ne aveva cominciato la macellazione.

Durante l’intervento i Forestali hanno, inoltre, rinvenuto una cavalla fattrice adulta (nella foto) in un recinto posto a poca distanza dal luogo della macellazione. Anche la cavalla era pronta per essere uccisa e macellata nel piazzale.

Gli agenti hanno provveduto, quindi, a porre sotto sequestro sia l’animale morto che quello vivo. Sono stati sequestrati anche la pistola e i coltelli utilizzati per la macellazione. Entrambi gli animali non erano registrati all’anagrafe equina.

Il casentinese, responsabile del mattatoio, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per aver ucciso e macellato clandestinamente l’animale, i cui resti sarebbero, verosimilmente, finiti  nei circuiti del mercato nero della carne equina.

Proprio nelle scorse settimane, il Corpo Forestale dello Stato ha sgominato un’organizzazione dedita alla macellazione clandestina di cavalli da corsa, la cui carne era destinata al mercato del Nord Italia (vedi articolo GeaPress).

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