trasporto animali
GEAPRESS – “Tre settimane di trasporto per milioni di animali vivi dalla Romania fino in Cina sono un’inutile calvario evitabile introducendo il limite obbligatorio delle otto ore di trasporto a livello europeo”. Questo il commento dell’eurodeputato PD Andrea Zanoni, vice presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, alla risposta del Servizio sanitario nazionale rumeno alla lettera inviata il 27 gennaio con la quale Zanoni chiedeva informazioni in merito a queste esportazioni. “Il Direttore generale del servizio rumeno afferma che è tutto in regola con le norme internazionali, ma quello che è assurdo è traghettare questi poveri animali per ben 3 settimane o più all’altro capo della terra e pretendere che il loro benessere sia assicurato”.

Il Direttore generale del Servizio sanitario nazionale rumeno, Christian Duicu, ha risposto alla lettera di Zanoni, che chiedeva conto del trasporto di 500mila bovini, 3 milioni di suini e 3 milioni di pecore dalla Romania alla Cina, confermando le tre settimane di viaggio via mare e il rispetto da parte delle autorità rumene dell’articolo 19 del Regolamento 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto nonché, questo anche da parte delle autorità cinesi, delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità animale.

Non sono stati tuttavia forniti dettagli sul porto di partenza e di arrivo né sulle date e sulle prime spedizioni. E poi come sono attrezzate queste imbarcazioni e le strutture di accoglimento? – incalza Zanoni – Le informazioni fornite sono tutte teoriche ma ad oggi risulta assolutamente impossibile verificare in che condizioni questi animali arrivano realmente a destinazione”.

L’unica soluzione efficace è imporre a livello europeo il limite obbligatorio delle otto ore per il trasporto di animali vivi all’interno e verso l’esterno dell’Ue, solo in questo modo si eviteranno inutili calvari lunghi settimane se non mesi”, aggiunge l’eurodeputato. “Personalmente sono molto critico nei confronti dell’abuso di consumo di carne mondiale, tuttavia in simili circostanze ritengo che ci vogliano norme precise e vincolanti”, conclude Zanoni.

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