GEAPRESS – E’ arrivato nell’ambito comunale di Roma, il ceppo virale dell’influenza aviaria H5LPAI. La conferma della presenza è stata data dal Ministero della Salute già lo scorso 18 ottobre, ma la notizia non è stata diffusa. Riguarderebbe un commerciante di galline ovaiole. In tutto gli animali interessati dallo screening messo in atto dagli Uffici dell’ASL veterinaria, sarebbero 750. Non è ancora chiaro se tutti gli animali, così come previsto dai protocolli sanitari, siano stati abbattuti. L’unico dato ad oggi desumibile è che l’area interessata dal rilevamento del ceppo virale, potrebbe non presentare altre concentrazioni avicole nel raggio di un chilometro, ovvero quello interessato nei primi sopralluoghi messi in atto dalle autorità sanitarie.

Il ceppo virale, rassicura il Ministero della Salute, è del tipo a bassa patogenicità, ma in grado di arrecare seri danni agli allevamenti oltre che potenziali variazioni in forme più aggressive anche per l’uomo, se non vengono subito prese misure di profilassi. Tanto maggiore è la concentrazione degli allevamenti, tanto più urgentemente, ovvero anche in maniera straordinaria, si deve intervenire.

E’ quanto successo, ad esempio, con il piano di monitoraggio straordinario emanato dopo il riscontro del virus nel mantovano. Venne attuato nel mese di ottobre e fece seguito ai provvedimenti intrapresi, sul finire della scorsa estate, in alcuni allevamenti della provincia di Brescia. In entrambi i casi si trattava di allevamenti di tacchini. Ne vennero abbattuti a decine di migliaia. La tipologia di insediamento produttivo era di tipo industriale, ma i controlli vennero indirizzati nei confronti degli svezzatori.

Nel caso di Roma, però, la tipologia produttiva riscontrata è quella di “commerciante”, che va così ad aggiungersi alle tipologia “industriale, “rurale”, “svezzatore” ed “ornamentale”. In quest’ultimo caso con un ulteriore aggiunto mistero. Il Ministero, infatti, nell’adottare allora le misure di profilassi straordinarie, decise di non intervenire bandendo, tra le mostre di uccelli, quelle di tipologia “ornamentale”. Questo nonostante, dall’inizio dell’anno, lo stesso ceppo virale è stato trovato in un allevamento di colombi e galline ornamentali, poi tutti abbattuti, della provincia di Forlì-Cesena. Non solo, ci furono anche i 750 animali di un allevamento della provincia di Treviso, definiti “ornamentali”. Tra questi anche cicogne, cigni, ibis, piccioni e beccacce. Non è chiaro in quest’ultimo caso, se gli animali siano stati poi abbattuti.

In tutta Italia, quest’anno sono stati rintracciati allevamenti positivi per un totale di 147.262 animali. In massima parte sono stati abbattuti. Le provincie interessate, nelle diverse tipologie produttive, sono quelle di Napoli, Parma (ceppo H7LPAI), Forlì-Cesena, Cosenza, Brescia, Prato, Mantova, Treviso, Verona ed ora, in ultimo, Roma. In tutti i casi, tranne Parma, il ceppo è H5. Tutti, comunque, a bassa patogenicità.

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