GEAPRESS – Dietro l’intervento dell’Arma dei Carabinieri, Comando Compagnia di Piedimonte Matese (CE) che ha portato alla scoperta dell’allevamento ieri posto sotto sequestro a Gioia Sannitica vi è un particolare purtroppo non insolito. I militari guidati dal Capitano Salvatore Vitiello sono arrivati nei luoghi a seguito delle segnalazioni di animali vaganti, soprattutto cavalli e mucche, che parrebbero avere danneggiato terreni coltivati e pubblici oltre che a creare preoccupazione per la circolazione stradale.

Forse per questo, tra i reati contestati al proprietario, vi è anche l’omessa custodia, introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui o sul suolo pubblico. Gli altri reati  riguardano il maltrattamento ed il malgoverno di animali. In tutto settanta, tra bovini, ovini, equini ed alcuni cani di diverse razze, che i Carabinieri hanno descritto come costretti a vivere alle intemperie, tra i propri escrementi ed in assenza di cibo e acqua. In parte gli animali si presentavano legati a cortissime catene ed in parte lasciati circolare allo stato brado senza alcuna guida. Poi quelle carcasse, forse di pecora, in avanzato stato di decomposizione. Su di esse sono stati osservati nutrirsi i cani.

Il proprietario sarebbe rimasto stupito dell’intervento. Intanto tutti gli animali, grazie anche all’intervento dell’ASL, sono stati affidati in custodia al Comune di Gioia Sannitica. L’azienda in questione potrebbe avere avuto accesso ai finanziamenti dalla comunità europea.

Un nuovo intervento, dunque, che si va ad aggiungere a quelli in atto a Colleferro (RM) ed in altri due Comuni della provincia di Roma, dopo la denuncia dell’associazione IHP (vedi articolo GeaPress). Cavalli e mucche allo stato brado e situazioni agghiaccianti per i poveri animali. Di loro, oltre ai Comuni interessati si stanno occupando ora i volontari di ENPA, IHP ed il Rifugio degli Asinelli.

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