GEAPRESS – Limite di otto ore ma anche migliorie alle tecniche di trasporto. Soluzione preferibile, macellare in loco. Questa, in sintesi, la risoluzione della Commissione Agricoltura approvata giovedì scorso in sede Europea. Trentuno voti a favore, quattro contrari e tre astensioni.

Il testo così approvato sembrerebbe quasi correggere gli effetti dei pericolosi tentennamenti del Commissario europeo alla Salute John Dalli il quale, dopo avere apparentemente appoggiato la proposta, si è tirato clamorosamente indietro.

Le continue denunce degli animalisti hanno negli anni evidenziato le numerose gravi sofferenze per gli animali trasportati. L’ultimo episodio è di poche ore addietro ed è avvenuto in provincia di Padova lungo la 47 Valsugana. Venti bovini in un camion a due piani. Poca aria e talmente stipati da non potere alzare la testa. Nel piano superiore, poi, un bovino che non poteva comunque essere trasportato. La Polizia Provinciale, infatti, lo ha trovato in posizione coricata. Per quest’ultimo, il Veterinario ASL intervenuto sul posto, ne ha ordinato l’immediata macellazione.

Con la previsione di diminuire le ore di trasporto degli animali, vi è anche un risvolto forse poco evidenziato nelle stesse cronache animaliste. Ad essere favoriti, nel caso di riduzione dei tempi di trasferimento degli animali tra paesi comunitari, sarebbero i macelli del nord Europa. Buona parte del traffico, segue infatti la direttrice da nord a sud. Movimentazione, poi, che ha fatto registrare nel complesso un considerevole aumento. Fino al 70%, è stato rilevato in sede europea, per i suini.

Non è un mistero per nessuno come l’industria della macellazione del nord europea abbia molti interessi affinché gli animali rimangano in loco per essere poi trasportati una volta macellati.

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