(GEAPRESS) – Hanno tenuto tutto nascosto per evitare polemiche ma secondo GeasPress già dal 2007 gli inglesi della multinazionale Merlin (quelli di Gardaland) avevano avuto assicurazioni dalla giunta capitolina che il costruendo acquario sotto il laghetto dell’EUR sarebbe stato da loro gestito. Secondo la documentazione pervenuta a GeaPress, gli inglesi sono pronti a sbarcare sotto terra all’EUR il migliore prodotto del business della cattività. Il famoso laghetto dell’EUR, per tanti anni presentato al centro di progetti etici, risulta chiaramente (nella foto) nella documentazione della multinazionale inglese.

Gli inglesi avrebbero già scelto l’immagine (nella foto) che tipicizzerà l’acquario romano della loro catena dei Sea Life: un pesce pagliaccio che affiancherà il nome della concessionaria dei lavori all’EUR, la Mare Nostrum srl dell’Ing. Domenico Ricciardi, già Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma ed attuale membro del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Secondo GeaPress il simbolo è azzeccatissimo. Il pesce pagliaccio, infatti, ha visto le sue popolazioni naturali depauperarsi dalla voglia di chi, vedendo il famoso film Nemo e poi le varie promozioni a lui ispirate dagli zoo d’acqua, ha voluto emularne la cattività portandoselo a morire dentro le proprie case.

La proprietà dell’opera è della EUR Spa e del Comune di Roma, progetto voluto già da Rutelli, seguito fedelmente da Veltroni, ora vicariato nell’intento pro zoo dal Sindaco Alemanno. La società realizzatrice è invece la R.R.Service srl dove lavorano Domenico e Giuseppe Ricciardi. La Merlin interverrà con una operazione di partnership con la Mare Nostrum srl. Era pertanto la Merlin il tanto sbandierato quanto misterioso privato che avrebbe messo il capitale. Del resto la multinazionale del divertimento seconda al mondo solo alla Walt Disney, legata a grossi gruppi finanziari, ha un solo problema: evitare la stagnazione della propria liquidità. L’industria della cattività acquatica promette veloci capitalizzazioni e l’Italia è diventata terra di conquista. Prima hanno aperto un acquario della catena Sea Life a Gardaland volendosi pertanto sbarazzare del delfinario che non è pertinente alle loro strategie di mercato, poi annunciano che stanno costruendo un’altro Sea Life a Jesolo (VE) e dal febbraio 2008 iniziano a fare capolino timide dichiarazioni di un certo riguardo per la città di Roma, ma senza specificare oltre.

La struttura si ispirerà ai principi basi della cattività acquatica tra cui i famosi tunnel trasparenti (nella foto) che invadono lo stanzone allagato dove vengono fatti gironzolare squali, razze ed altri grossi pesci. Per i visitatori appagati, l’ebrezza di vedersi passare sulla testa il grosso squalo; per quest’ultimo, invece, una vita recluso in una stanza. Vi saranno finanche le vasche a colonna, molto utili per la vista del visitatore un po’ meno per la vita del pesce. Vita che dura un’eternità, dal momento in cui tra le caratteristiche degli zoo d’acqua, vi è il dono dell’immortalità dei loro detenuti. Nessuno sa con esattezza la loro storia e, soprattutto, nessuno sa quanti e come muoiono.

E pensare che fino ad ora il costruendo acquario dell’Eur era stato presentato come una struttura lontana dai chiassi dei divertimenti e del turismo di massa. Doveva servire a tenere pesci ed altri animali marini bisognevoli d’aiuto. Addirittura alcune specie sostituite da robot. Ma se di mezzo vi è la Merlin si può stare sicuri che gli intenti protezionisti, pure ben curati nell’immagine che la multinazionale si è costruita in giro per il mondo, sono altri.

Infatti, nei documenti venuti in possesso di GeaPress e depositati presso il Comune di Roma la Merlin parla un linguaggio molto più diretto. La Merlin, dicono, ha nel suo cuore il business dell’intrattenimento di massa, raggiunto mediante l’immaginazione che le ricostruzioni acquatiche suscitano nel visitatore. Sea Life, aggiunge la Merlin, è uno dei migliori marchi al mondo nel campo degli acquari e sono convinti che a Roma lavoreranno molto bene nel secondo polo turistico della capitale. Loro acquisiscono animali sani come nessun altro del business degli acquari sa fare. Infatti, vogliono costruire un grande acquario nazionale a Roma. Un milione di visitatori all’anno ed il 50% di aumento del traffico commerciale della zona di apertura.

GeaPress ricorda che l’annuncio della costruzione di un mega acquario suscitò molte proteste tra i residenti di una delle zone più tranquille di Roma. Nessuno però disse a quale società partner sarebbe stata affidata la gestione e la sua filosofia imperante. (GEAPRESS).