GEAPRESS – Nei giorni scorsi l’acquario di Genova ha diffuso un formidabile comunicato dove si annunciava la nuova attrazione della principale attività della cattività acquatica italiana. I genovesi di Costa Edutainment hanno avuto gli storioni. Loro sensibilizzeranno ed educheranno. Ed in effetti, per prendere le uova del rinomato caviale, le femminucce di storione devono essere squartate ed eviscerate. Poi sono gettate in acqua o tagliate a tranci. Questo, ovviamente, nel mar Caspio.

Così recita il comunicato dell’acquario (pubblico) gestito dal privato Costa Edutainment. Gli storioni “sono stati donati dalla STORIONE TICINO s.a. s.s., società che dal 1988 alleva e riproduce nel Parco del Ticino lo storione cobice (Acipenser naccarii), allo scopo di aumentare la popolazione residua presente in natura”. Una iniziativa lodevole che così presentata corona un grazioso quadretto di novelli zoo-protezionisti che hanno deciso di proteggere (a pagamento) la natura mostrandola in gabbia, o vasca.

Sembra quasi che una società commerciale si prodighi per proteggere gli storioni. La società, però, è una collegata della Azienda Agricola Mandelli per la quale estrae le uova di storione e li vende (gli storioni) interi o a tranci. L’Azienda Agricola Mandelli ha avuto pure la qualifica di Imprenditore Agricolo a Titolo Principale (IATP) modulata, nel 2004, come Imprenditore Agricolo Professionale (IAP). Casomai ci mancasse molto a capire la vera attività dei fornitori di storioni, basterebbe sapere che la qualifica di IAP serve a valorizzare, grazie a numerose agevolazioni anche di natura fiscale, quegli imprenditori che dedicano tempo e risorse nell’attività agricola, (…appunto).
Gli storioni che hanno dato vita all’allevamento dove si sono riforniti gli esperti genovesi della cattività acquatica, provenivano dal Mar Caspio. A dirlo è sempre la società produttrice. Ora (non allora) ne è vietata però l’importazione nei paesi dell’Unione Europea.

Cosa ne sarà dei piccoli storioni infilati nella vaschetta della Nave blu dell’Acquario, quando raggiungeranno i cento chili (o anche meno) di peso? Trattandosi di una specie non proveniente dai mari italiani (anzi di popolazione circoscritta al Mar Caspio), mai potrà tornare in natura. Non li ridaranno alla società fornitrice che estrae uova e li vende interi o al trancio?

Eppure, in questi giorni, un’altra comunicazione dell’acquario lascia un po’ perplessi. Costa Edutainmet, infatti, ha annunciato che chiuderà il 2010 in positivo. Addirittura 1,7 milioni di visitatori, che però sono gli stessi dell’anno scorso e riferiti sempre a tutte le strutture gestite da Costa nel porto di Genova. Il solo acquario, invece, chiuderà con 1.172.000 visitatori (nel 2008 furono 1.215.000). E dire che un precedente amministratore delegato dell’acquario sbandierò ai quattro venti la soglia rischio di 1.200.000 visitatori. Peraltro tale limite venne riferito quando i costi energetici erano inferiori a quelli attuali e la bolletta elettrica, disse sempre l’amministratore, era una vera e propria “sberla”.
Nel frattempo i genovesi hanno preso la gestione degli acquari (pubblici) di Livorno (vedi articolo GeaPress) e di Dorgali (NU) (vedi articolo GeaPress). Nel frattempo, in Liguria, a finanziare il necessario costosissimo rinnovamento ci penseranno ancora i soldi pubblici. Saranno questi a consentire la nuova vasca della cattività dei delfini (vedi articolo GeaPress) così come lo sono stati per altre importanti tappe, quali ad esempio la stessa nave blu dove alcuni storioni stanno ora ingrassando. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).